Gerrei


Colli tondeggianti fitti di mandorli, olivi, vigneti, frutteti ricchi di aromi tipici della macchia mediterranea. Potrebbe essere questa una valida istantanea del territorio di Sant’Andrea Frius, grazioso centro situato in posizione strategica fra la Trexenta, il Gerrei ed il Campidano.

Sorge in un fondovalle, non lontano da uno dei fiumi principali della Sardegna, il Flumendosa, nel luogo dove Sarrabus, Gerrei ed Ogliastra si incontrano. E’ il fiume a segnare profondamente il paesaggio di Ballao, un ambiente unico ed incontaminato dove spiccano colori, suoni e profumi che affascinano anche il visitatore più disattento. Tamerici, oleandri, germani, aironi, tartarughe, il tutto unito alle caratteristiche rocce tipiche del paesaggio fluviale: tutto ciò lo si trova nel territorio di questo paese del Gerrei dove un fiume generoso offre ai pescatori del paese e non solo, dell’ottimo pesce ed in particolare anguille, che possono essere pescate in modo particolare in autunno. 

Nel Borgo minerario di "Su Suergiu" è possibile visitare il museo archeologico industriale della vecchia miniera. A soli 30 minuti di tragitto dalle più rinomate località turistiche del Sarrabus si trova Villasalto. Posto su di un altopiano slanciato a 500 metri sul livello dal mare, battuto da tutti i venti, si affaccia ad oriente nella bellissima vallata del Flumendosa. L’altopiano e caratterizzato da forme dolci e pianeggianti interrotto da pendii scoscesi e baratri alti anche 300 metri Luogo incantevole e ricchissimo di sorgenti d'acqua purissima, il Monte Genis raggiunge una quota di 980 metri e vi si possono effettuare escursioni in un habitat ricco di flora e di fauna. Nelle zone più elevate del monte Genis è presenta una lecceta, mentre nelle aree al di sotto dei 600 metri prevalgano boscaglie miste di leccio, oleastro, lentischio, fillirea. La maggior parte della vegetazione è costituita da corbezzolo, erica e soprattutto cisto. Ci sono poi piante officinali quali malva e camomilla; asparagi e funghi spuntano frequenti e sono di gusto prelibato La presenza di pascoli, rende l’area adatta all’allevamento di bestiame, come testimoniano le numerose aziende ed i resti di antichi ovili. La fauna annovera cinghiali, martore, gatti selvatici, ghiri, grifoni aquile reali, falchi pellegrini, castori, corvi imperiali, picchi rossi, pernici sarde, gheppi, sparvieri, poiane e, lungo i numerosi torrenti, merli acquaioli e testuggini d’acqua. La massima rilevanza sotto il profilo faunistico deriva a questa area dalla presenza di una cospicua colonia di cervi e mufloni sul Monte Genis.

Un antico castello per ricordare le battaglie del passato, montagne, maestosi lecci e sorgenti per immergersi in una natura incontaminata. Silius è situato in un piano inclinato nella vallata orientale del Montixi. La parte più bassa del paese si trova a 546 m sul livello del mare, mentre la parte più alta va oltre i 630 m. Il territorio comunale presenta notevole interesse geologico, infatti le miniere di Silius offrono esemplari mineralogici molto interessanti, apprezzati sia in Italia che all'estero. Le regioni sud orientali della Sardegna, che hanno avuto un importante passato minerario, vedono oggi in attività le sole miniere di Silius, uno dei più importanti giacimenti europei di fluorite. A circa quattro chilometri dal paese si possono ammirare i ruderi del castello medioevale di Sassai. Dalla sommità della torre del maniero si gode un vasto orizzonte. Si vede Silius e le strade, si scorge il paese di Ballao e un buon tratto del Flumendosa, si distinguono le valli e i corsi d’ acqua. Un osservatore situato sul castello poteva controllare qualunque movimento di truppe nemiche e preparare tempestivamente tutto l’occorrente alla difesa.

Il piccolo centro di quasi 1500 abitanti è il punto d'incontro fra il Gerrei, la Trexenta ed il Sarrabus. E' il punto d’incontro fra la pianura della Trexenta e le aspre alture del Gerrei e del Sarrabus. San Basilio, piccolo centro di 1479 abitanti, 415 metri sul livello del mare, ha un territorio caratterizzato da un alternarsi di colline tondeggianti, più elevate verso il Gerrei, che si abbassano gradatamente verso la Trexenta. L’uniformità delle colline è rotta da strade campestri, muretti a secco e campi coltivati ma si nota il prevalere dei pascoli e dei prati. Il verde è la caratteristica di questo paese, sovrastato da una pineta di 45 ettari una delle più vaste della zona. All’interno si trovano spazi ideali per il picnic e dei percorsi naturalistici ideali per chi ama camminare in campagna. Nelle giornate particolarmente limpide, dalla sommità della pineta si può addirittura ammirare il golfo di Cagliari, vi sorge un complesso turistico, comprensivo di sala convegni, ristorante, pizzeria, bar, discoteca, maneggi, campi da tennis e polivalente. Il toponimo risale a Basilio Magno, dottore della chiesa, i cui seguaci, appunto i monaci Basiliani, nel 1° millennio A.C. si stabilirono nel luogo per lungo periodo erigendovi un monastero riattando antiche Terme risalenti ad epoca romana, di cui era importante insediamento. Nel XII Secolo venne sul sito eretta la chiesa dedicata a San Basilio, che fu parrocchiale fino al 1500. Ai confini del territorio, verso Est si trova l’altopiano di Planu Sanguini. Il nome Planu Sanguini può essere giustificato dal fatto che in questa regione, spesso, sono avvenute delle battaglie tra i Romani e le tribù nuragiche, rifugiate sugli altipiani più alti. Planu Sanguini, è stato prescelto quale sito per la realizzazione di un radio-telescopio di grandi dimensioni denominato Sardinian Radio Telescope, attualmente in fase costruzione che si prevede di completare nel 2008. Varie le feste del paese: San Basilio, che si celebra il 15 e 16 giugno, San Pietro il 29 e 30 giugno con riti religiosi e balli in piazza, Sant’Ignazio, che non ha data precisa e viene festeggiato con degustazione di formaggi, dolci e vini locali offerti da tutte le persone del posto omonimi del Santo, ai loro compaesani nella piazza principale, San Giovanni, patrono dei pastori il 29 agosto con degustazione di carne e formaggi e balli in piazza. Molto attiva la Pro –Loco, promotrice di iniziative quali mostre fotografiche, di ricamo, di pittura, di prodotti tipici locali e di vari corsi tendenti al recupero di tradizioni ed attivita quasi dimenticate.

Un ambiente naturalistico ancora intatto, boschi di lecci e querce da sughero, vaste zone coperte da una folta macchia mediterranea, una sensazione di meravigliosa tranquillità. Sono questi i primi preziosi doni che Goni, piccolo paese del Gerrei, offre al visitatore, anche a quello più distratto. Arrivare in questo angolo di paradiso non è difficile: la rete viaria della zona è notevolmente migliorata nel corso degli anni. Prima di arrivare al centro abitato, si incontra il Parco archeologico di Pranu Muttedu (Piana dei Mirti). Vasto 17 ettari, Pranu Muttedu, ubicato su uno dei siti più elevati e dal quale si domina gran parte del territorio con una splendida veduta sul lago Mulargia, ospita uno dei più interessanti complessi megalitici della Sardegna. La località, che occupa una vasta area e comprende numerose tombe di diversa tipologia, circoli di pietra, grandi menhir, pietre con coppelle scavate, non può essere considerata una semplice necropoli ma un’importante area di culto. La zona archeologica viene, per la sua importanza visitata da studiosi e turisti provenienti da tutte le parti del mondo. Dal punto di vista naturalistico, il territorio di Goni è caratterizzato da splendide valli, in particolare quella del Flumendosa, secondo corso d'acqua in Sardegna, che separa il territorio comunale dai territori vicini, scorrendo incassato tra due versanti montuosi che con i suoi specchi d'acqua e le varietà di colorazioni della vegetazione fluviale che mutano con le stagioni, esprime un fascino superbo. Nei boschi intorno al paese è possibile trovare molte varietà di funghi e raccogliere degli ottimi asparagi selvatici. Crescono spontaneamente anche moltissimi tipi di erbe aromatiche che danno all'aria un inconfondibile profumo di natura selvaggia, un posto ideale per fare delle escursioni e passare una giornata all'aria aperta. Tanti sono i luoghi panoramici ed i piccoli angoli suggestivi e accoglienti per le visite e le passeggiate, un territorio, quello di Goni, che, in definitiva, offre una valida alternativa al turismo costiero.

Armungia è situata su una collina a 365 m. sul livello del mare, collocata nella parte centrale del Gerrei, zona interna della Sardegna sud-orientale a carattere prevalentemente montagnoso. Dista 65 km. da Cagliari e 30 da Muravera e dalle sue splendide spiagge. I silenzi dei boschi ed i profumi della campagna costituiscono un paesaggio naturale che non può non suscitare l’interesse del visitatore. Numerosi i boschi di alto fusto nelle zone di Murdega, Is Storis, Miali e Is Forreddus. Quest’ultima, un’azienda boschiva comunale di 130 ettari, è attrezzata con piste per mountain bike, aree per la sosta e con strutture tali da consentire piacevoli picnic e passeggiate in mezzo al verde.Si fa risalire ai Punici la fondazione del paese il cui nome deriverebbe dal condottiero Aretusa. Nel comune di Armungia le emergenze archeologiche più evidenti del territorio sono relative alla civiltà nuragica: nel centro dell’abitato s’innalza il nuraghe tronco-conico risalente, secondo gli studi di Giovanni Lilliu, all’età del Bronzo Medio sardo, databile cioè al 1500-1400 a.C. Circa. Lungo le stradine di Armungia oltre ai monumenti di indubbio interesse storico-archeologico, si susseguono tracce della cultura del quotidiano che consentono l’attribuzione dell’appellativo di museo diffuso. Il museo etnografico, la casa di Emilio Lussu, la bottega del fabbro, il Nuraghe, e le piccole case intorno ad esso sono parte e patrimonio della collettività, micro-testimonianze di una cultura complessa ed ampia, che hanno un valore simbolico ed una pregnanza tale che in essa si rispecchia l’identità della comunità. Il sistema Museale comprende: il Museo storico - etnografico; Sa Domu de is Ainas; la Bottega del Fabbro; il Nuraghe Urbano; la Chiesa della Beata Vergine Immacolata.
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