Il paese è situato su un'ampia vallata compresa fra una montagna ricoperta dal bosco Padente Mannu e dalla Serra Longa. Il territorio, è aspro e pietroso, avarissimo, così ricco di boschi. Tante le fonti sorgive e i corsi d'acqua, molte le miniere abbandonate, tra cui Su Zippiri, ricca di rame e carbonato , e quella con alcuni filoni di pirite argentifera a Monterbiu,. Alcuni storici fanno risalire l'origine del nome alla lingua mesopotamica attribuendogli il significato di "splendore del cielo", altri invece all'etrusco Talana, divinità femminile della giovinezza. Una storia che parte dunque da lontano, quella di questo piccolo centro: fece parte del Giudicato di Gallura dall'inizio del 1300, passò poi ai Pisani, agli Aragonesi, agli Spagnoli, agli
Austriaci e infine ai Piemontesi. Il suo territorio conserva alcune “domus de janas” nella zona Silacararo, queste sono le uniche tracce di una vita prenuragica, e hanno la caratteristica di essere tra loro comunicanti.
Interessante anche la presenza dei nuraghi posti nelle zone più elevate della Sardegna: il Nuraghe Odrollai (1173 m), quello di Bruncu Tortari (1214 m) e di Bruncu Pisu Cerbu (1348 m). Meno impervio è raggiungere il complesso nuragico di Bau 'e Tanca, a qualche chilometro dal paese,che presenta una struttura particolare dovuta all'insolita simmetria dei nuclei che formano il villaggio. Un’unica testimonianza del periodo romano è rappresentata da tesoretto formato da denari, di un ignoto collezionista: il fortunato ritrovamento avvenne nel 1921 in località Sorgargia qui furono trovate 676 monete imperiali in bronzo che testimoniano un lungo periodo imperiale di ben 30 imperatori.
Tra gli altri monumenti visitabili si ricorda la chiesa parrocchiale di Santa Marta costruita da un architetto ignoto; i lavori, iniziarono nel 1831, terminarono nel 1909, ma alla sua costruzione contribuì tutto il paese, perciò è molto amata e ad essa sono affezionati i Talanesi . Il suo stile è classicheggiante, la chiesa si presenta con un’unica una navata e ai lati si aprono sette nicchie, al suo interno conserva delle bellissime statue in legno del 1700 e una croce argentata di periodo sconosciuto. Infine ricordiamo la chiesetta campestre di Sant'Efisio, del 1700, è importante perché la sua sagra inaugura l'inizio delle feste campestri ogliastrine.