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Un affascinante viaggio nel tempo
Le numerose testimonianze del passato rendono unico il soggiorno nel Sarrabus-Gerrei.
Il Sarrabus-Gerrei è un’autentica miniera di testimonianze archeologiche.
Nella località di Quirra, in territorio di
Villaputzu, è possibile ammirare la chiesa di San Nicola di Quirra ed il vicino Castello: la prima, una vera rarità, è realizzata in stile romanico, interamente in mattoni cotti. E’ stata restaurata qualche anno fa. Il Castello si erge su una cresta rocciosa e fu costruito intorno al 1200 per volere del Giudicato di Cagliari e divenne in seguito proprietà dei Conti Carroz non prima di aver conosciuto la dominazione pisana ed aragonese.
Poco distante si trova la Torre di Murtas, eretta nel XVII secolo: insieme alle Torri Motta e San Lorenzo fungeva da baluardo difensivo costiero.
I più antichi reperti storici presenti nel territorio sono senza dubbio le domus de janas, le “case delle fate”. Sono tombe ipogeiche incavate nella roccia che contenevano, oltre al corpo del defunto, oggetti di corredo che accompagnavano il viaggio dell’estinto verso l’aldilà. La necropoli presente nella località di Monte Narba, a San Vito, è vicina ad un complesso minerario per l’estrazione di argento pregiato, galena, barite e fluorite, minerali conosciuti in tutta Europa. Risalgono al XX secolo gli ultimi scavi effettuati. Sempre in territorio di San Vito si trova il nuraghe Asoru, costruito per il controllo dell’area circostante e dell’unico passaggio dal Sarrabus al Campidano.
A Piscina Rei, a 200 metri dal mare, nel comune di Muravera, si trova l’omonimo complesso megalitico che comprende ventidue menhir risalenti al VI secolo a.C. disposti in base alle posizioni astrali e circondati da una folta vegetazione. Per le tribù nuragiche erano luoghi sacri, poiché rappresentanti la divinità maschile e la fertilità nell’ambito delle loro religioni.
Il complesso megalitico Cuili Piras è invece composto di cinquantatré menhir allineati ora a gruppi di tre elementi, ora a gruppi di cinque. Presenta una costruzione similare a quella di Stonehenge. Due sono le torri costiere del territorio muraverese: la Torre dei Dieci Cavalli e la Torre Salinas. La prima, risalente al XVI secolo, fungeva da controllo e da difesa contro le prese dei popoli nemici, la seconda, di base quadrata, fu eretta ben quarantotto metri sopra il livello del mare e domina uno splendido panorama. Il Nuraghe S’Acqua Secci, situato nella località di campagna S’Enni, è costituito da due torri laterali e date le sue dimensioni, era molto difficile da espugnare.
L’area archeologica dell’insediamento fenicio dei cuccureddus, patrimonio di
Villasimius, è dislocata su quattro colline prossime all’estuario del Rio Foxi.
La più bassa conserva i resti più antichi, appartenenti al tempio di Asthart, dove era praticata, presumibilmente, la prostituzione sacra. L’insediamento comprendeva un porto ed un emporio, sedi di scambi economici e culturali. La costruzione fu rasa al suolo da un incendio provocato dai cartaginesi nel 540 a.C. circa, quando conquistarono la Sardegna. Solo con l’arrivo dei romani, dopo trecento anni, la zona fu un'altra volta edificata. La Torre di San Luigi fu costruita durante il dominio spagnolo ed è alta 54 metri. Si trova nella bellissima isola di Serpentara, poco distante dalle coste del paese.
Vicina alla spiaggia del Riso è collocata la Fortezza Vecchia, torre seicentesca che manteneva rapporti con le vicine costruzioni spagnole dislocate nei dintorni, come la Torre di Capo Boi. La Torre di Porto Giunco è situata nell’isola dei Cavoli, dominata dal faro dell’omonima isola, sede dell’Università di Cagliari per studi scientifici.
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